Claudia Ottone rompe il silenzio.

Ultime notizie sub maldive

La verità spirituale dietro la tragedia delle Maldive.

“Chi muore così può restare intrappolato per l’eternità.”

I corpi dei sei sub morti nelle grotte sommerse delle Maldive sono già stati riportati in superficie.

Le autorità cercano colpe, dinamiche e responsabilità.

I giornali raccontano ogni dettaglio della tragedia.

Ma secondo la medianità, esiste una domanda che quasi nessuno sta ponendo:

cosa accade alle anime di chi muore in quel modo?

“Tutti sono focalizzati sui corpi e sulle colpe. Ma chi libererà le loro anime?” dichiara Claudia Ottone, mentre annuncia la decisione di procedere insieme ad alcune allieve dell’Accademia dei Medium in un lavoro di recupero spirituale delle anime dei sub scomparsi.

Secondo la visione medianica, il corpo è soltanto il mezzo attraverso cui l’anima vive l’esperienza della materia.

Quando avviene una morte improvvisa e traumatica — sott’acqua, nel buio, nella paura e nella totale disorientazione — l’anima resta bloccata negli ultimi istanti vissuti.

Continua a cercare aria.

Continua a tentare di uscire dalla grotta.

Continua a cercare il gruppo.

Continua a rivivere il panico degli ultimi momenti.

Per la medianità, quando un’anima non viene resa consapevole del fatto che il corpo è morto, rimane intrappolata in un loop energetico e temporale.

Rivive continuamente la propria morte senza riuscire a proseguire il proprio cammino spirituale.

E nei luoghi profondi, isolati e oscuri — come le grotte sommerse — questo stato può durare un tempo indefinito.

Anni.

Decenni.

Perfino eternità.

Perché i morti non percepiscono il tempo come gli esseri umani.

Per loro esiste soltanto quell’ultimo istante che continua a ripetersi.

Per questo Claudia Ottone e alcune allieve dell’Accademia dei Medium hanno deciso di effettuare un lavoro di comunicazione medianica per raggiungere quelle anime, parlare con loro, renderle consapevoli del fatto che sono morte e indicare loro una via d’uscita.

L’obiettivo è accompagnarle verso la luce, dare a quelle anime la possibilità di continuare il proprio processo evolutivo spirituale e impedire che restino intrappolate per sempre negli abissi della loro morte.

Perché a volte il vero recupero non è quello del corpo.

È quello dell’anima.

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